
Colto da un improvviso attacco da sindrome del foglio bianco, per un attimo mi rivolgo con attenzione a ciò che in sottofondo arriva alle mie orecchie dalla stanza accanto. Dentro la scatola magica, i signori in giacca e cravatta, invitati al talk show politico del giovedì sera, sono tutti uguali: da circa un’ora ruotano attorno al nulla promettendo, in cambio di un voto, di migliorare il nostro presente e cambiare il nostro futuro. Non mi và di alzarmi, ma sono costretto a farlo, e con slancio deciso spengo la tv rimandandone l’accensione a data da destinarsi. Cos’ho fra le mani di cui poter scrivere a uso personale? I libri lasciati a metà non mancano. Sono quelli appena finiti a latitare tra mensole e comodini, sempre più ostaggio della polvere. E allora, fiducioso, mi rivolgo allo stereo: un formidabile Snooze Teac di un verde acqua che sa di anni Cinquanta, regalo di cui non dimentico tutt’ora, a più di cinque anni di distanza, l’artefice. Sul piatto del lettore cd, da una decina di giorni a questa parte, scorre imperturbabile al variare delle mie lune Lungo i bordi dei Massimo Volume (Emi, 1995): fissa allo stato puro per un ritorno radicale a un genere a me congeniale, dopo un periodo non indifferente di sperimentazione di cui non nego l’utilità. La traccia 1, Il primo dio, spesso ha condotto la mia dormiveglia fra le braccia di Orfeo, assumendosi al contempo la briga di rigettarmi nel circolo snervante della vita il mattino seguente. Forse ne sono uscito, forse no: ma se ne parlo, vuol dire che il trauma inizia lentamente a essere elaborato.
Ecco uno stralcio del testo: da assumere a dosi leggere, di certo né prima di andare a dormire, né appena svegli.
Emanuel
Primo dio
Rimbaud
Preghiera
A cose più belle di me
Rimbaud
Avvento delle giovinezza
Immagine perfetta
Sensazione perfetta
2 commenti:
Caro Rocco, ora è ufficiale: sei uno spacciatore....di cultura.
Evviva i "pusher" come te! Bravo.
ciao
Salvatore
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